VIGORELLI, torna a suonare lo Stradivari dei velodromi

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Alle porte del centro storico cittadino, a due passi dal Parco Sempione e dall’Arco della Pace, questa mattina vi era finalmente, dopo 15 anni, una fila davanti all’ingresso del velodromo Maspes-Vigorelli per un evento legato al ciclismo.

Milano, 2 giugno 2016 – Vecchi campioni e giovani corridori oggi hanno potuto pedalare sul parquet unico al mondo del tempio del ciclismo, accanto a nomi che hanno fatto la storia dell’impianto e di questo sport. Sono tornati a pedalare su questo mitico legno Marino Vigna (oro olimpico a soli 22 anni nel 1960) e Dino Galanti (300 vittorie su pista e strada), Alberto Masi e Silvio Tempesta, entrambi grandi costruttori di telai in acciaio Made in Milano. Sotto la moderazione di un inossidabile Bruno Pizzul si sono uniti alla festa anche il grande Sante Gaiardoni, che ha portato il suo ricordo di Antonio Maspes, gli ex corridori Guido Bontempi e Mario Bodei, Valter Cozzaglio, presidente del comitato provinciale di Milano della FCI, e loro, gli entusiasti cittadini di Milano.

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Abbiamo voluto dare la possibilità agli appassionati di vedere da vicino il lavoro che abbiamo fatto, adesso che si possono ancora vedere i listelli del parquet grezzi prima che sia ultimata la resinatura finale” dice l’ingegner Galviati, direttore dei lavori di restauro del velodromo “La scelta e la scommessa per il recupero della struttura è stata quella di mantenere quanto più possibile dell’originale pavimentazione in legno, che era l’anima di questa pista unica al mondo. Vi siamo riusciti grazie anche all’attivismo di un gruppo di cittadini e ciclisti consapevoli, riunitisi nel Comitato Vigorelli contro gli iniziali progetti che ne prevedevano la sostituzione completa a favore di una nuova superficie in materiali moderni”.

Oggi, come le fiancate lignee di un vascello nel cuore della città, la pista del Vigorelli lascia entrare sugli spalti la luce del cielo milanese e parla ai grattacieli ultramoderni appena costruiti nel quartiere. La sua riapertura crea un’atmosfera di dialogo tra il passato di Milano, che torna prepotentemente ad affermare il suo diritto d’esistere in virtù di emozioni che ancora può regalare ai cittadini, e il suo futuro.

I destinatari di tutto questo sono infatti i milanesi. Essi ritroveranno un luogo di fascino assoluto per praticare sport e rilassarsi, non solo con le biciclette ma anche con le altre attività sportive che troveranno sede nel velodromo: il football americano tra queste e il pugilato nella storica palestra che si vuole ripristinare.

Secondo Daniele D’Aquila del Comitato Vigorelli “La pista sarà ultimata nelle prossime settimane: tra luglio e agosto sarà il turno del campo di football e a settembre dovrebbero partire i lavori del secondo lotto, che riguarda le sotto-tribune. Il completamento degli interventi è previsto nel 2018 ma l’idea è quella di portare avanti i lavori a settori per consentire man mano l’utilizzo delle strutture già pronte”.vigorelli_2016-06-02_00312

I presupposti per un nuovo futuro del Vigorelli sono stati creati” dice infine Alberto Masi, la cui storica bottega fondata dal padre Faliero nel 1949 è cresciuta e lavora tutt’ora entro le mura del velodromo “C’è grande entusiasmo per questo e oggi, ascoltando la testimonianza di Bruno Pizzul sull’enorme fama di questo tempio del ciclismo e i ricordi di Sante Gaiardoni che proprio qui inscenava con Maspes estenuanti surplace sotto gli occhi di tutti gli appassionati del mondo, l’immaginazione si lascia trasportare ai quei tempi eroici e sogna in quella scia una nuova gloria del ciclismo su pista”.

Forse non è lontano, sembra dirci il Vigorelli, il giorno in cui nuovi giovani campioni si formeranno su questo legno per conquistare nel mondo nuovi successi ciclistici per l’Italia.

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