MASI Prestige 1983

Davanti a una Masi Prestige non si deve avere alcun dubbio: stiamo guardando una bicicletta di alto livello. In questa officina si sono sempre prodotti telai per le competizioni con i migliori materiali e la più alta qualità della manodopera.

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Nell’epoca d’oro dell’acciaio, la bottega Masi è stata al massimo livello mondiale e ha prodotto biciclette per quasi tutti i grandi campioni del ciclismo del tempo. Faliero Masi era addirittura chiamato “Il Sarto” per la sua particolare e raffinata capacità di interpretare le misure dell’atleta, nonché per la precisione tecnica dei suoi lavori.

EKB_4962Il modello Prestige viene prodotto a partire dal 1975, sotto la direzione del figlio di Faliero Masi, Alberto, che interpreta il progetto come una modernizzazione del precedente Gran Criterium, telaio di grande successo, ambitissimo durante i primi anni ’70 e utilizzato da numerosissimi professionisti.

Le congiunzioni in microfusione del Prestige mantengono il design dalle punte corte con gli alleggerimenti a metà tra un cuore e una “V”. Al telaio vengono aggiunte, rispetto al modello Gran Criterium, le pantografie sulla testa della forcella e sull’attacco del pendino al nodo sella.

Pochi ma sempre curatissimi dettagli che tuttavia, al tempo, bastavano a conferire alla bici un look nel complesso più moderno mantenendo inalterata l’eleganza sobria caratteristica dei modelli Masi.

EKB_5101Le Masi Prestige di questi anni erano montate rigorosamente con il gruppo Campagnolo Super Record, la scelta di alta gamma della casa vicentina, che rappresentava il meglio dell’epoca per quanto riguarda la produzione italiana. Il manubrio e l’attacco sono 3TTT, la sella invece è una Royal CX. L’apice della cura artigianale del tempo erano le pantografie del telaista sui componenti del gruppo: su questo modello si trovano sul reggisella e sull’attacco manubrio, mentre in altri casi venivano pantografati quasi tutti i componenti, talvolta persino a scapito della sobrietà estetica.

“Questa bici per me oggi rappresenta molto” – racconta Nicolas, il proprietario francese 45enne che da circa un trentennio vive nei dintorni di Milano – “Fu realizzata su misura per mio padre nel 1983 e con questa lui ha scalato in quegli anni tutte le salite classiche del Tour de France”. Nicolas non è un collezionista di bicicletMASI_LOGOridte d’epoca, questa Masi è un oggetto di famiglia che ha rimesso in uso dopo più di 20 anni di oblio sotto un telo in garage: “Per ora ho deciso di conservarla esattamente come si trova, con tutti i segni del tempo e dell’uso che mio padre, oggi entusiasta ciclista “in carbonio”, riconosce ancora uno a uno nonostante non ci salga da quasi 30 anni. Non ho intenzione di procedere a un restauro, per quanto originale ed eseguito in officina Masi stessa: per via del valore affettivo non mi interessa che torni come nuova. La mia idea per questa bici è che, dopo aver accompagnato mio padre in gioventù, e dopo che, ora, me la sto godendo io per le uscite sui Navigli con gli amici, nel tempo passi ai miei figli e continui a rendere felice la nostra famiglia”

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