I fratelli Wright: la storia del volo comincia in un negozio di biciclette

Orville e Wilbur Wright

Orville e Wilbur Wright finanziarono i propri esperimenti di volo a motore grazie ai proventi di un negozio di biciclette, in seguito evolutosi in vera e propria fabbrica di modelli originali.

La storia della bicicletta come geniale invenzione diventa quasi poesia quando si intreccia con il genio, l’acume imprenditoriale e la leggenda romantica dei fratelli Wright, considerati coloro che hanno per primi effettuato un vero volo a motore. Intorno al 1890 i poco pratici velocipedi dalle enormi ruote anteriori vengono soppiantati da quella che viene introdotta con il nome di bici “di sicurezza”, una macchina di più semplice utilizzo per via delle ruote di pari dimensioni. L’introduzione di questa soluzione tecnologica pone le basi per tutto ciò che è ancora oggi, più o meno, la bicicletta come la conosciamo nella sua forma più moderna. Il nuovo standard costruttivo, meno costoso e finalmente facile da guidare, apre l’uso della bicicletta a un più vasto pubblico rispetto al velocipede e diventa la prima forma pratica di trasporto meccanico a larga diffusione, in un mondo che, bisogna ricordare, per le brevi distanze si sposta ancora per lo più a cavallo. Tra i due, Wilbur Wright soprattutto era stato uno di quegli audaci atleti che possedeva un velocipede; aveva anche praticato la disciplina sportiva ed era esperto di meccanica ciclistica. Per i fratelli inventori della prima vera macchina volante della storia è naturale, dunque, sul finire dell’800, essere tra i primi entusiasti della nuova macchina a pedali; Wilbur possiede persino una Aquila, pagata 80$. La nuova bici di sicurezza è più sicura e moderna e intorno le si apre un universo fatto di club ciclistici, primitive forme di competizione e soprattutto di opportunità di sviluppo commerciale e tecnologico. I fratelli fanno il loro ingresso nel business del ciclismo nel 1892 come riparatori, noleggiatori e rivenditori di biciclette. Il primo di sei successivi negozi, al 1005 di West Third Street a Dayton in Ohio, si chiama Wright Cycle Exchange e presto avvia un’attività finanziariamente solida e molto apprezzata dalla clientela. I fratelli Wright vendono diverse marche di bici con prezzi che variano dai 40 ai 100$, offrono un servizio di noleggio a chi non può acquistarne una e il negozio completa la propria offerta con la rivendita di accessori.

Il negozio al 1005 di West Third Street a Dayton, Ohio

Occorrono però solo pochi anni di commercio perchè Wilbur e Orville decidano di progettare e costruire i propri modelli di bicicletta su proprio progetto. Il passo avviene nel 1896 e l’attività prende il nome definitivo di Wright Cycle Company. I modelli prodotti in proprio si chiamano Van Cleve e St. Clair. Nel 1896 ricorreva il centenario della fondazione di Dayton e I Wright non mancano per l’occasione di adottare un’efficace strategia di marketing: il nome del modello di punta era familiare agli abitanti di Dayton e dei dintorni in quanto una tale Mary Van Cleve fu tra i pionieri che per primi si stabilirono nella zona fondando le basi della comunità. Anche il nome del modello che oggi chiameremmo entry level era ispirato alla storia locale: Arthur St. Clair era stato il primo presidente dei Territorio di Nord-Ovest, che in seguito divennero Ohio, Indiana e Illinois. Le biciclette della Wright Cycle Co. si distinguono immediatamente per la qualità della progettazione e dei materiali, i modelli sono costruiti su misura per il cliente e ai due geniali fratelli si devono anche alcune invenzioni destinate a durare nel tempo come il mozzo autolubrificante e l’introduzione della filettatura sinistrorsa nella pedivella per impedire al pedale di sfilarsi. Il modello Van Cleve, superiore in qualità al St Clair, è fatto a mano, presenta una scelta di manubri e i cerchi in legno o metallo. Il prezzo iniziale è di 65$, la St. Clair costa invece 42,50$.

Van Cleve, il modello di lusso della Wright Cycle Company

I picchi di produzione della Wright Cycle Co., tra il 1896 e il 1900, si aggirano intorno alle 300 biciclette prodotte e i guadagni dell’azienda, in questi anni, sono più che rispettosi. Già nel 1898 però comincia una grave contrazione del mercato per i piccoli produttori. L’invasione dei modelli a basso costo dei grandi gruppi industriali introdottisi nella filiera (i prezzi di una bici economica si aggiravano intorno ai 10-20$), manda in crisi il settore per gli artigiani locali e i piccoli designer come i Wright.

Il mozzo auto lubrificante progettato dai fratelli Wright

Negli anni successivi infatti, per rimanere in competizione, i cataloghi della Wright Cycle Company vedranno calare, fino a dimezzarsi, il prezzo del Van Cleve, e crollare quello del St. Clair. La fabbrica produce pochissimi pezzi già nel 1902 e infine nessuno dopo il 1904; in quel momento ormai Orville e Wilbur Wright sono già però completamente immersi nella nuova avventura imprenditoriale dell’aviazione, che finanziano con i buoni proventi fin lì realizzati con la fabbrica di bici. Già intorno al 1901-1902, infatti, costruiscono un’artigianale galleria del vento al secondo piano del negozio per condurre i primi esperimenti sui profili alari. Il 17 dicembre 1903 Orville e Wilbur Wright riescono nell’impresa di volare e il velivolo da loro progettato e costruito, chiamato Flyer, si alza da terra a Kitty Hawk in Carolina del Nord per i celeberrimi primi quattro brevi voli controllati, a motore, di una macchina più pesante dell’aria, che cambiano la storia della civiltà moderna. Quando nel 1909 finalmente i Fratelli Wright cominciano a produrre concretamente aeroplani, il negozio viene convertito per la loro fabbricazione. Nel 1910, i Wright vendono quanto resta del magazzino ciclistico e i diritti per il nome del modello lusso a  un venditore e costruttore di biciclette di nome Meyers, il quale continuerà così a vendere biciclette chiamate Van Cleve fino al 1939.

Il 17 dicembre 1903 Wilbur Wright compie il primo volo della storia a bordo del Flyer

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PHOTO: google/wikipedia

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