Collezionismo di bici d’epoca: AFFARE O CANCELLO?

Quando esplode la passione per il collezionismo di bici d’epoca si vive quel momento di euforia nel quale ogni macchina che vediamo ci pare irrinunciabile, meravigliosa, un gioiello di tecnologia vintage. Ma cosa occorre per allestire davvero una collezione di un qualche valore storico, tecnico e, perchè no, anche in qualche misura economico? Occorre sviluppare almeno una minima conoscenza della componentistica contemporanea dell’oggetto che si sta osservando e una piccola esperienza sui dettagli costruttivi. 

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Dove si nasconde realmente il valore di un oggetto d’epoca, perchè “vecchio” non sempre vuol dire “prezioso”?

Sono essenzialmente due gli elementi di valore aggiunto su una bici da corsa in acciaio d’epoca: la qualità dei materiali e la qualità della lavorazione. La qualità della lavorazione consiste nel tempo e nell’esperienza che l’artigiano telaista impiega nella realizzazione dei propri progetti. La qualità dei materiali di un telaio, soprattutto per chi comincia ad occuparsene, per lo più nascosta sotto i componenti e verniciature, è piuttosto difficile da stimare. Al pari della componentistica occorre sviluppare qualche piccola conoscenza approfondita.

Il lavoro di un Maestro telaista, cioè di un produttore di telai di alta gamma e su misura che impiegava perciò le migliori tecniche e i materiali più efficienti e costosi, durante tutta la lunga epoca dei telai a congiunzioni, è stato unire i tubi tra loro saldandoli a questi elementi di raccordo tramite saldobrasatura (un materiale d’apporto con temperatura di fusione inferiore all’acciaio vien fuso e penetra nei pori dello stesso, fungendo da collante).

Queste congiunzioni arrivavano nella sua officina ancora piuttosto grezze e non rifinite. La cura e la maestria del telaista e di conseguenza la qualità del manufatto stesso, si evidenziano nella lavorazione di questi dettagli che a mano vengono limati, forati, alleggeriti. E i fori possono diventare rombi, cuori, assi di fiori o, in una fortunatissima  giornata, assi di picche: un lungo processo costruttivo che comporta una lunga formazione e una personalità professionale particolare da parte dell’artigiano. In una bici d’alta gamma il telaio assume ora un profilo più snello e slanciato, non sembra più una bici dell’esercito svizzero ma una struttura leggera e filante, modellata nel vento.

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I dettagli più immediatamente rivelatori della qualità di un telaio però non mancano ed è in realtà piuttosto semplice procedere a un esame delle caratteristiche costruttive.

  • NODO SELLA: i tubi più sottili del telaio, quelli che vanno dai forcellini posteriori verso la sella, si saldano al nodo sella attraverso i “pendini”. Su di un telaio di scarsa qualità l’estremità dei pendini è normalmente molto grossolana, si presenta poco o per niente rifinita, di forma stondata od ogivale. Un telaio di alta gamma invece mostra i segni di una precisa lavorazione sui pendini, che arriva a conferire loro numerose forme  anche dai nomi curiosi come “fetta di salame” o “cucchiaio”.

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  • BORDI DELLE CONGIUNZIONI: anche in questo dettaglio viene rivelata la maggior cura della lavorazione, alla ricerca dell’alleggerimento e dell’abbellimento

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  • FORCELLINI: i modelli di scarso valore tecnico/economico presentano persino forcellini di semplice lamiera stampata, economici, fragili e non performanti sul piano tecnologico. I forcellini di una bici di alta gamma derivano da una fusione e hanno il binario rinforzato dove va ad appoggiare il perno del mozzo.

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  • PANTOGRAFIE: soprattutto dalla metà degli anni 70, le congiunzioni venivano pantografate col nome del produttore o anche in molti casi del negoziante che assemblava le biciclette. Sui telai di bassa gamma realizzati con procedimenti e materiali di scarso valore, la lavorazione al pantografo difficilmente veniva eseguita

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Per i telai più recenti, parlando sempre di acciaio ovviamente, dagli anni ’90 (nel caso della ditta Stelbel anche da prima) le cose cambiano: si comincia a saldare senza usare le congiunzioni, soprattutto con il metodo della saldatura a TIG (Tungsten Inert Gas) o GTAW (Gas Tungsten Arc Welding) ovvero un processo nel quale l’acciaio dei tubi viene fuso assieme senza un materiale d’apporto. In questo settore di produzione dell’acciaio si può riconoscere un buon telaio solo dal peso e dall’etichetta che identifica il materiale utilizzato.

Perchè pedalare su un buon telaio vintage in acciaio?  

Perché un telaio in acciaio in buone condizioni, anche se molto datato:

  • Ha perso pochissimo delle sue caratteristiche.
  • Può durare ancora per tutta la nostra vita e si può considerare quindi “a impatto zero”.
  • Ha un peso che non invidia nulla a tanti telai in carbonio di media gamma.
  • Offre una pedalata unica, secondo tanti ciclisti ineguagliabile.
  • Si trova in tutte le misure possibili.
  • Se si sa cercare si trova anche a costo irrisorio.
  • È un patrimonio storico, tecnico e artistico, che i vecchi telaisti ci hanno lasciato in eredità, con la loro sapienza di mestiere, che oggi più che mai si conferma attuale.

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foto e testi: francesco bisoglio/acciaiosolocorsa.it (Riproduzione Vietata)

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